dicono
di lui
“Le pagode di Bangkok” sono il simbolo
di una ricerca che passa attraverso rivelazioni, confronti, scontri
anche laceranti tra ciò che siamo e ciò che vorremmo
essere, e immersione totale – ma non per questo acritica –
in un mondo lontanissimo dal nostro, esotico e difficile, avvolgente
e respingente al tempo stesso.
[continua...]
dall’Introduzione de “Le
pagode di Bangkok” a cura della giornalista Silvia Gigli
“Il lavoro di Bastianoni è anche un
vero e proprio romanzo di formazione, genere di cui rinverdisce
una tradizione che sembra in via di estinzione e che in Italia,
nell’ultimo quarto di secolo del Novecento ha avuto rappresentanti
illustri come Pasolini con “Ragazzi di vita”, Elsa Morante
con “L’isola di Arturo”, Alberto Arbasino con
“Le piccole vacanze”.
[continua...]
dalla Prefazione de “Le
pagode di Bangkok” a cura del Prof. Gennaro Oriolo
“Maurizio
Bastianoni continua in una sua scelta vincente e cioè quella
del romanzo di formazione che sconfina nei territori del romanzo
di costume.
[continua...]
dalla Prefazione de “Il
giardino all’inglese” a cura del Prof. Gennaro Oriolo
“ Quello
che subito colpisce del libro di Maurizio Bastianoni è la
convinzione, la passione con cui è scritto. Ma bisogna subito
aggiungere che ciò non va affatto a scapito della validità
della ricerca storica. Perché di questo si tratta.
dall’introduzione de"
La Volpe
nella tana del Lupo. El Alamein, 1942"
a cura del critico letterario Leandro Piantini
“Il
piglio con cui Bastianoni narra quell’episodio che si snodò
per sette lunghi mesi, e che fu bruciante e ricco di vicende altalenanti,
combattute tutte al calor bianco dell’eroismo e dell’estremo
sacrificio, è fervido, convinto, capace di dare pieno rilievo
a grandezze e miserie della vita militare.
[continua...]
dall’introduzione de "La
Volpe nella tana del Lupo. El Alamein, 1942"
a cura del critico letterario Leandro Piantini
“Il
romanzo può essere documento storico di un periodo o di un
evento più attendibile delle memorie degli stessi protagonisti.
[continua...]
dalla Prefazione de "La
Volpe nella tana del Lupo. El Alamein, 1942"
a cura del Prof. Ugo Barlozzetti
“Tra
il mare e la depressione di El Qattara quella generazione che sapeva
che la guerra era persa e che il “camerata” germanico
intendeva usare la propria superiorità anche nei confronti
dell’alleato...
[continua...]
dalla Prefazione de "La
Volpe nella tana del Lupo. El Alamein, 1942"
a cura del Prof. Ugo Barlozzetti
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