memoria
E’ l’argomento centrale de “La
settimana di Gianni”, il libro d’esordio. Gianni
attende la visita del nonno partigiano. Scoprirà un mondo.
Interrogherà le vite precedenti per capire meglio se stesso
ed il paese in cui vive.
“Il filo della memoria, quel filo che permetteva
di trasmettere di generazione in generazione, dai genitori ai figli,
dai nonni ai nipoti, ricordi e insegnamenti di esperienze di vita
vissuta e consapevolezza del presente attraverso le sue radici nel
passato, valori e punti di riferimento ideali e civili, si è
molto assottigliato in questi ultimi decenni, forse è giunto
fino al limite della rottura e dello strappo.
Ma è possibile, per un individuo come per una comunità,
per una società civile, per una nazione, vivere, esistere,
essere, senza avere una memoria? La memoria è parte essenziale
dell’identità.
I genitori, i nonni, la famiglia hanno avuto un ruolo immenso,
straordinario nella trasmissione della memoria, ma qualcuno
ha tentato di interrompere e disseccare questo canale, sostituendolo
con altri surrogati, o addirittura cercando di far filtrare l’idea
che la memoria fosse qualcosa di inutile, un orpello di cui una
società moderna e dinamica, tutta protesa al futuro, avrebbe
potuto fare benissimo a meno, sulla base del presupposto che vivere
nel modo meno critico e consapevole solo il presente, fosse l’unica
cosa veramente importante.
Ma mentre venivano diffusi veleni di questo tipo, si prendeva anche
consapevolezza del fatto che, tutto sommato, non era possibile sopprimere
del tutto la memoria, ed allora si è tentato di ricostruirla
questa memoria, di riconfezionarla, di farne un prodotto artificiale,
con contenuti e con valori molto spesso capovolti.
Proprio così si avvicinava l’inveramento di quella
tragica, drammatica profezia da cui furono angosciati gli anni
e le riflessioni di Primo Levi, che già aveva capito che,
quando anche l’ultimo protagonista, testimone e vittima delle
sciagure, degli orrori del XX secolo fosse scomparso, nessuno avrebbe
più potuto credere a certe verità e qualcuno avrebbe
tentato di deformare, di negare verità e storia.”
dalla Prefazione de “La
settimana di Gianni”
a cura del Prof. Ivan Tognarini
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