| viaggio
E’ il tema centrale de “Le
pagode di Bangkok”. Un viaggio in Thailandia ma soprattutto
un viaggio interiore.
“E’ proprio sul tema del viaggio, da
sempre esigenza ed esperienza concreta dell’uomo, ma anche
metafora della vita, che si incentra il romanzo.
Tema presente nelle espressioni letterarie più antiche dalla
Bibbia all’epopea di Gilgamesh, all’Odissea e sviluppato
e concepito come forma di penitenza, come necessità che,
imposta dagli dei, genera sofferenza; ma ampiamente presente anche
nella letteratura sia medievale che moderna.
Nel Medioevo cambia l’atteggiamento mentale
con cui il viaggio viene affrontato e dunque assume tutt’altro
significato e diventa piuttosto simbolo di libertà. Se nel
Rinascimento il viaggio, divenuto ormai genere letterario molto
praticato, diventa azione totalmente volontaria, un mezzo, nelle
intenzioni di chi lo compie, per appagare la sua sete di conoscenza,
toccherà ai Romantici configurarlo come Wanderung, peregrinazione
senza mete o con mete revocabili, evento che trasforma il viaggiatore
in modo irrimediabile, disintegrando la sua identità interiore
e, con questa, la realizzabilità del reinserimento in un
contesto spaziale.
Il viaggio del nostro protagonista e del suo alter
ego realisticamente può essere ascritto al genere del viaggio
di evasione contaminato e intrecciato con quello della ricerca.
Gianni realizza un’evasione, una fuga dalla propria realtà,
affidandosi al desiderio, al sogno, ad un percorso nella memoria
alla ricerca del suo passato recente per esorcizzare, almeno per
un attimo, le difficoltà del presente; ma compie parimenti
un viaggio di esplorazione, di scoperta, di conquista che si concretizza
in esperienze di incontro e scontro con l’altro da sé.”
dalla Prefazione de “Le
pagode di Bangkok”
a cura del Prof. Gennaro Oriolo
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