La Volpe nella tana del Lupo. El Alamein 1942 (Pagnini
Editore, 2008)
Egitto
1942. Dovevano conquistare un Impero, furono abbandonati in mezzo
al deserto.
Cronaca
e romanzo della "gloriosa disfatta" di El Alamein.
ESTRATTO
“Gli inglesi stavano attaccando. Il reparto
di Piazza e Alborghetti difendeva quota 28. Dietro i sacchetti di
sabbia si tremava ma si era anche pronti a vendere cara la pelle.
- Eccoli, eccoli! -, i carri inglesi bombardavano le posizioni italiane.
Poi la fanteria. Saltavano per aria giovani figli d’Italia,
morivano attempati padri di famiglia. Una carneficina. Gli italiani
rispondevano al fuoco. Ma la marea avversaria arrivava a valanga.
Illuminata dalle striscie traccianti delle mitragliatrici Breda
e Spandau. Cannonate, spari a ripetizione, mortai in azione. Piombo
su piombo.
E arrivò l’ora dell’arma bianca. Gli italiani
non indietreggiavano e allora gli inglesi si avventarono sul nemico.
Piazza uccise due inglesi che s’avvicinavano. Alborghetti
prese una mitragliatrice e iniziò a vomitare piombo. Ancora
e ancora.
Un soldato inglese si lanciò contro Piazza il quale lo infilzò
con la sua baionetta. Alborghetti lanciò una bomba a mano
verso l’inferno buio. Gli rispose una raffica di mitra che
lo raggiunse in pieno petto. Piazza vide la scena e corse a soccorrerlo.
Lo prese e lo portò al riparo. Il sangue di Alborghetti gli
invase le braccia. Si guardarono. Ancora un inglese e ancora Piazza
stavolta con le mani: lottò corpo a corpo con quel ragazzo
dai capelli rossi. Si guardarono violenti e decisi a farla finita:
mors tua vita mea. L’inglese cedette per primo.
Piazza tornò spossato da Alborghetti che stava esalando l’ultimo
respiro. Lo riprese tra le braccia quasi a cullarlo. Piazza restò
così. Distrutto, accanto al suo conterraneo. Vicinissimo
infuriava l’orrore. Un sergente italiano uccise un inglese
poi un nemico lo tolse di mezzo con la baionetta. Un proiettile
colse in pieno petto il comandante del reparto italiano. L’ufficiale
cadde a terra e riuscì a trascinarsi verso la mitragliatrice
più vicina. Sparò con le ultime energie rimaste, colpendo
tre nemici mortalmente. Un’altra pallottolla stavolta fatale,
raggiunse l’ufficiale alla testa.
Piazza cercò di alzarsi, lasciando per un attimo il cadavere
di Alborghetti, si tenne chino ma la selvaggia raffica di un mitra
lo prese in pieno. Cadde riverso sulla sabbia. La sua testa vicino
a quella dell’amico. Piazza e Alborghetti morirono così.
Insieme.”
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